“Il settore elettrico sta vivendo un periodo di grande trasformazione, in cui nuove tecnologie e materiali vengono immesse in un mercato con una lunga storia alle spalle, caratterizzato da impianti datati, consuetudini sedimentate e, talvolta, un passato progettuale particolarmente tortuoso, che rende difficile scegliere i componenti giusti”. Andrea Tagliabue, Direttore Tecnico Electrical Power Solutions di Teknomega inquadra subito il ruolo dell’azienda nell’attuale panorama del comparto, che oggi si estende ben oltre la quadristica a bassa tensione e rappresenta una parte integrante di impianti come data center, UPS, ricarica elettrica, inverter e sistemi per la conversione dell’energia.
“Sono questi tre fattori – impianti datati, abitudini consolidate e effetto delle precedenti scelte di installazione che influenzano i revamping – a rendere oggi più complesso progettare e installare un quadro elettrico”, continua Tagliabue. Una complessità che, nella maggior parte dei casi, non dipende da esigenze tecniche reali.
Il primo passo, per rispondere a queste esigenze, è disporre di un’ampia gamma di soluzioni: da una parte, per poter rispondere a esigenze molto diverse, ma anche per poter accompagnare il cliente in mercati e applicazioni differenti, mantenendo coerenza tecnica e continuità di approccio. È proprio questa estensione del perimetro operativo a rendere più evidente quanto la semplificazione, oggi, sia una questione non solo di prodotto ma soprattutto di visione.
Operando in oltre 60 Paesi, Teknomega osserva da vicino le differenze tra filiere, aree geografiche e perfino tra aziende dello stesso Paese. “Non si tratta di una situazione tipicamente italiana”, chiarisce l’ingegnere, “perché ogni luogo ha le sue consuetudini. E queste, a prima vista, complicano molto la selezione dei componenti, a prescindere dal fatto che la scelta compiuta sia in origine più o meno complessa. Spesso, il cliente preferisce seguire una strada già percorsa perché la percepisce come più sicura”.
D’altro canto, la complessità è in parte fisiologica, perché il quadro elettrico è un sistema stratificato che richiede scelte consapevoli.
“Quello che un’azienda come la nostra deve sapere fare” chiarisce Tagliabue, “è distinguere la complessità necessaria da quella che può essere ridotta”. Sono tre i vettori di semplificazione che costituiscono l’approccio Teknomega:
- Ampiezza di gamma
- Competenza tecnica e approccio consulenziale
- Capacità di proporre alternative su misura rispetto allo stato dell’impianto.
Ampiezza di gamma
“Ci sono diversi modi per portare corrente da un punto all’altro, e come azienda offriamo varie soluzioni con ottima efficienza” spiega l’ingegnere. “Tra di esse vi sono le barre flessibili in lamina o le connessioni in treccia, che rappresentano valide alternative al classico cavo elettrico, anche in termini di ingombri ridotti”, racconta Tagliabue. “Ci confrontiamo però con un mercato che è abituato a considerare il cavo come riferimento, ed è ormai parte del nostro lavoro accompagnare il cliente a guardare un po’ oltre, alla scoperta di tecnologie più innovative e personalizzate”.
Se infatti il cavo resta comunque un componente centrale di molte applicazioni, in particolare su circuiti con portate più piccole, vi sono contesti nei quali la scelta delle barre flessibili permette di semplificare il cablaggio, ridurre operazioni e aumentare l’efficienza complessiva del sistema.
“Uno dei principi chiave nella semplificazione dei quadri elettrici è la riduzione dei punti di passaggio”, spiega l’ingegnere. “Con una barra flessibile preformata, o anche con una barra flessibile standard, in genere non c’è bisogno di aggiungere un capocorda: una volta spelata e forata per l’aggancio a un sistema di barre o a un componente – come un interruttore – la connessione è già pronta. Adottando un componente più adatto a questo tipo di installazione, il cliente può eliminare un’operazione, ridurre i tempi di lavoro e di conseguenza i costi”. Senza contare che avere meno elementi nella catena di connessione significa anche maggiore ordine e, in molti casi, maggiore affidabilità.
“Pensiamo a sistemi soggetti a vibrazione, come un trasformatore o un’induttanza all’interno di un’apparecchiatura elettrica”, continua Tagliabue. “Le due parti vanno di norma separate meccanicamente. Una connessione flessibile, soprattutto in treccia, è in grado di assorbire e smorzare le vibrazioni senza trasmetterle al componente successivo, garantendo efficienza a lungo termine al sistema e un’installazione più semplice”.
Supporto tecnico e progettuale
Per Teknomega, dunque, semplificare non significa soltanto fornire un componente, ma accompagnare il cliente nella scelta più adatta. È un approccio che si traduce in attività di divulgazione tecnica, condivisione di best practice, accompagnamento consulenziale e messa a disposizione di strumenti digitali pensati per facilitare dimensionamento e selezione delle soluzioni. “Sotto questo aspetto crediamo che ΩWARE, il software di progettazione disponibile sul nostro sito, sia un passo importante in questa direzione”, sottolinea Tagliabue. “Grazie ad esso, i clienti possono sviluppare il proprio quadro elettrico rapidamente minimizzando le possibilità di errore, ‘toccando con mano’ le possibili opzioni”.
Ωware è oggi al centro di un aggiornamento importante che si concluderà nel corso del 2026, e che lo renderà un’applicazione web a tutti gli effetti. Un’evoluzione che conferma la volontà di Teknomega di costruire un ecosistema sempre più moderno nella relazione con il mercato, parte di un percorso più ampio di evoluzione digitale che negli ultimi anni ha interessato anche gli altri asset aziendali, come il sito.
“Questo modello consulenziale”, ci racconta Tagliabue, “si sta rivelando particolarmente efficace in ambiti applicativi in forte evoluzione, in cui esploriamo insieme al cliente le potenzialità delle nuove tecnologie, dai fast charger agli inverter per il fotovoltaico, dai sistemi di conservazione dell’energia ai gruppi di continuità, fino alla generazione elettrica e ai data center”. In questi contesti, spiega Tagliabue, cresce il valore della preformatura e della co-ingegneria, perché consentono ai clienti di alleggerire le attività interne e di concentrarsi su assemblaggio e collaudo.
Soluzioni su misura
Emblematico, da questo punto di vista, è il caso di un intervento di revamping affrontato da Teknomega a fianco di un installatore. Il nuovo quadro elettrico doveva essere collegato a un trasformatore esistente, con punti di connessione completamente diversi rispetto al sistema originario. “Il cliente, essendo un installatore e non uno specialista dell’ingegneria di questa parte, ci ha chiesto supporto. La nostra proposta è stata una soluzione mista, composta da sistemi di barre e portabarre standard insieme a giunti di potenza customizzati in treccia, capaci anche di smorzare le vibrazioni del trasformatore” prosegue Tagliabue. “È stata una soluzione vincente, con la quale abbiamo accompagnato il cliente in un progetto complesso, ottenendo anche un riconoscimento concreto della bontà del lavoro svolto”.
Un partner per trasformare la complessità in valore
In uno scenario in cui gli impianti diventano sempre più grandi e integrati e i confini tra applicazioni diverse vengono superati, per Teknomega la semplificazione non coincide con una riduzione dell’ambizione progettuale, ma con la capacità di affiancare il cliente lungo tutto il progetto, dallo studio di fattibilità alla consegna, fornendo strumenti, competenze e soluzioni su misura.
È proprio in questo passaggio che l’esperienza tecnica, la disponibilità di soluzioni standard e personalizzate e servizi dedicati come la preformatura diventano leve decisive: non solo per individuare la configurazione più adatta, ma anche per alleggerire le attività interne del cliente e consentirgli di concentrarsi sulle fasi a maggior valore aggiunto.
La semplificazione diventa così il risultato di un lavoro di selezione, supporto e co-ingegneria che rende lineare ciò che, all’origine, può apparire complesso.
“Il mercato sta cambiando velocemente, verso una sempre maggiore integrazione di sistemi diversi”, conclude Tagliabue. “Chi saprà essere reattivo non solo con il prodotto, ma con l’ingegneria e il servizio, saprà rispondere alle esigenze dei clienti, eliminando la complessità inutile e valorizzando la qualità progettuale”.
